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[28.05.2008]
Il ricordo di Andrea
Giovane ucciso in Brasile: l'incubo che ritorna
Bruno Pescia
Quando ho saputo che un giovane è stato misteriosamente ucciso in Brasile, dove ho perso il mio unico figlio due anni fa, non mi vengono solo i brividi ma mi riassale l'ansia di quei giorni terribili, quando disperatamente cercavo l'aiuto delle autorità preposte. È successo a Maceiò, vicino a Fortaleza, dove hanno assassinato vigliaccamente il mio Andrea, perchè aveva denunciato chi gli aveva rubato cellulare, personal computer e denaro.
Allora gli spararono alle spalle e per riavere le sue ceneri ho dovuto attendere due mesi. Due interminabili mesi, con le autorità consolari incapaci di prestarmi il minimo aiuto. Con la Farnesina muta e sorda ai miei disperati appelli. Solo con le mie forze, anche economiche, sono riuscito ad avere indietro le sue spoglie ed in seguito con legale e poliziotto personale ad arrestare e far condannare il giovanissimo omicida, già al suo terzo delitto e libero di delinquere ancora!
Il tutto è raccontato nel libro «Urla nel silenzio - il caso Pescia» - edito nello scorso mese di febbraio e già oltre il tetto delle cinquemila copie. Un libro dove racconto quei giorni e l'assenza totale delle autorità. Spero che tutto quello che ho passato non si ripeta in questa nuova drammatica situazione, perché non vorrei si dovesse riscrivere un altro libro di vergogna e inefficienza dell'apparato dello Stato verso chi invece deve ricevere il massimo aiuto, soprattutto in un momento così terribile come quello della perdita di un figlio.
da "Il Padova" del 28.05.2008