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[30.06.2008]
Stop sexual tourism.
Lotta nel nome di Andrea Pescia
«Stop alla pedofilia a Fortaleza»
L'associazione intitolata al padovano ucciso
in Brasile: fermare il turismo sessuale
Il padre Bruno: combatto nel nome di mio figlio, che mi mostrò questa tremenda realtà
Dal male può nascere qualcosa di buono. Bruno Pescia non lo dice direttamente. Ma è la sua vita a dimostrarlo. Con quello che ha saputo costruire dal 10 febbraio 2006, quando il male ha bussato alla porta di casa. E suo figlio Andrea è morto assassinato a Fortaleza, in Brasile. Bruno, con una tenacia figlia dell'amore e della disperazione, è riuscito tramite un'investigatore privato e - vale la pena ricordarlo - senza il sostegno delle istituzioni a individuare e far arrestare l'assassino del figlio. La stessa tenacia, la stessa voglia di verità lo hanno messo davanti a un computer. Si è inventato scrittore: il suo libro Urla nel silenzio - Il caso Pescia ha già venduto con la forza del passaparola oltre cinquemila copie.
Ma altri frutti sono nati in due anni di sofferenza. Come l'associazione che porta il nome di Andrea (www.associazioneandreapescia. org), sorta con l'obiettivo di aiutare i bambini di Fortaleza. Sono 1.049 quelli della Escola Galli, che l'associazione segue direttamente con il proprio sostegno. Ora Bruno Pescia si è dato un nuovo obiettivo: porre un argine al cancro della pedofilia che colpisce il Brasile e in particolare proprio Fortaleza. Per questo ha deciso di aderire alla campagna internazionale "Stop sexual tourism". I dati diffusi al World Social Forum di Porto Allegre del 30 gennaio 2005 hanno fotografato una situazione gravissima: ogni anno oltre mezzo milione di turisti stranieri si reca in Brasile in cerca di sesso facile, il più delle volte con bambini. Oltre ottantamila sono gli italiani. E la città prediletta è proprio Fortaleza.
«Questi sono dati ufficiali di tre anni fa - sottolinea Pescia - ma sono almeno raddoppiati secondo quanto comunicato ultimamente dalle istituzioni brasiliane preposte. Un vero e proprio boom del turismo sessuale pedofilo alimentato dai bassi costi dei voli aerei, degli alberghi economici e dei pacchetti turistici "tutto compreso", guarda caso proposti da operatori turistici italiani». Pescia ha anche un ricordo personale: «Il mio povero figliolo - racconta - mi volle far vedere in una nottata questa realtà. Compresi subito perché avevamo una brutta fama. Gringos: così vengono apostrofati i nostri, non certo con amore. Il fastidio che gli creava questa situazione era evidente e anche io ne restai colpito, incredulo che poi tutto si svolgesse tranquillamente, sotto gli occhi anche della polizia. Io volevo intervenire presso uno di questi vigilantes, ma Andrea mi fece desistere, perché sarei andato in cerca di rogne, perché molto spesso la polizia è peggio dei delinquenti, anche fisicamente, ed è da questi pagata per non vedere».
Domenico Lanzilotta
domenico.lanzilotta@epolis.sm
da "Il Padova" del 30.06.2008
 
Stop sexual tourism - Da "Il Padova" del 30.06.2008
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