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[06.11.2008]
Scuola nella favela nel nome di un Triestino
La sostiene l'Associazione Andrea Pescia, ucciso a Fortaleza
«Mio figlio Andrea ha sempre voluto aiutare i bambini di Fortaleza, e dopo la sua morte ho deciso che mi sarei impegnato per realizzare questo desiderio in sua memoria », esordisce Bruno Pescia. Pescia è un triestino, padovano d'adozione, la cui vita fu sconvolta da una tragedia nel febbraio del 2006. Il figlio Andrea viveva da tempo Fortaleza, in Brasile, quando fu ucciso da un giovane pregiudicato, minorenne eppure già pluriomicida.
Un dramma da cui è nato un importante atto di solidarietà. Partito per Fortaleza con il primo volo per andare a recuperare il corpo del figlio, Pescia dovette affrontare il disinteresse delle autorità italiane e l'ostruzionismo di quelle brasiliane. «Ho dovuto condurre da solo le indagini sulla morte di Andrea. Ero senza alcun sostegno tranne la presenza di mia moglie, di un amico di mio figlio e di Rodriguez, un poliziotto brasiliano», racconta. «Fu durante questa settimana di ricerche nella favela che ebbi modo di incontrare i bambini di cui Andrea mi parlava.»
Identificato l'assassino, Bruno Pescia dovette tornare in Italia senza aver ottenuto le ceneri del figlio, che gli furono inviate appena due mesi più tardi. Una volta a Padova Pescia decise di fondare un'associazione intitolata al figlio che desse ai bambini di Fortaleza la possibilità di una vita migliore. L'Associazione Andrea Pescia, che oggi conta circa cinquanta membri, si occupa principalmente della raccolta di fondi da destinare alla scuola «Irmã Giuliana Galli»: «Si tratta dell'unica scuola di Fortaleza all'interno di una favela. In questo modo i bambini possono ottenere un' istruzione e sostegno economico senza per venir strappati dal loro ambiente. »
La scuola ospita oltre mille bambini, ed entro il prossimo anno l'associazione intende costruire una struttura aggiuntiva, intitolata ad Andrea Pescia, che permetta di alloggiarne altri cinquecento. Al termine del percorso formativo i giovani vengono inseriti in esperienze lavorative grazie ad un accordo con lo stato del Cearà, dove si trova Fortaleza. Grazie alle ricerche effettuate da Pescia, l'assassino di Andrea è stato in seguito arrestato e condannato a sedici anni di carcere dalla giustizia brasiliana. Da questa esperienza Bruno Pescia ha tratto il libro «Urla nel silenzio – Il caso Pescia» (febbraio 2008) che ha già venduto migliaia di copie e i cui proventi sono interamente devoluti all'Associazione.
«Pur nel dolore che provo per la scomparsa di Andrea - prosegue il padre - trovo comunque una consolazione in Andrè, mio nipote, che è venuto a vivere in Italia con la madre. Andrè gioca in una delle squadre di calcio per bambini che io alleno: mio padre giocava nella Triestina ai tempi di Rocco, io fui portiere nella primavera della Triestina, e con il piccolo Andrè la tradizione familiare si protrae». Appassionato sportivo, Bruno Pescia organizza memorial sportivi dedicati al figlio: il 9 novembre si terrà a Padova il secondo memorial «Andrea Pescia», con un torneo di calcio a cinque a cui parteciperà, tra le altre, la squadra fondata dall'Associazione Andrea Pescia.
Giovanni Tomasin
Il Piccolo di Trieste del 6 novembre 2008
da "Il Piccolo di Trieste" del 06.11.2008